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martedì, 29 giugno 2004

EMOZIONI

In questo ultimo periodo della mia vita ho la sensazione di essere molto più rilassata e tranquilla, mi sento spesso estranea alle emozioni forti. Poi succede che mi metto a leggere e mi commuovo con molta facilità per una poesia, per una frase toccante o un volto sofferente descritto in qualche libro, che riesco a delineare fino a renderlo familiare. Ieri sera ho letto una bellissima poesia.

"Posso scrivere i versi più tristi stanotte" di Pablo Neruda

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio: «La notte è stellata, e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza.»

Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.
L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei.
E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
È così breve l'amore e così lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.






























lo dice micce ::: 29/06/2004 09:45 ::: commenti (6)


venerdì, 25 giugno 2004

POST-IT 2

Solo dopo qualche minuto sono riuscita a capire il significato dei vari post-it disseminati nell'intero edificio. I messaggi sono "Experience the elevator! 11h 12h!" o "Be Brave! 11h 12h!". Ci sono tre ragazzi che stanno cantando a squarciagola e suonando andando su e giù con l'ascensore. Quando arrivano al nostro piano la musica riempie la stanza di allegria. Sono salita anch'io per provare l'emozione. C'è anche un ragazzo che fa le bolle di sapone! Si, siamo matti ma non ci troviamo in un manicomio. L'evento va filmato e presentato come lavoro di un workshop. E' semplicemente una espressione di creatività!







lo dice micce ::: 25/06/2004 11:21 ::: commenti (19)


venerdì, 25 giugno 2004

POST-IT

Stamattina in ufficio, ho trovato un post-it attaccato al mio monitor.
Una faccina disegnata mi dice: "Don't be afraid! 11h 12h!".
Presumo che non dovrò essere timorosa, ansiosa, dalle undici a mezzogiorno.
Da adesso quindi... ma quanto mi diverto a lavorare qui a fabrica?










lo dice micce ::: 25/06/2004 11:03 ::: commenti


mercoledì, 23 giugno 2004

VOGLIO TROPPE COSE

Vorrei togliermi il maglioncino visto che la temperatura fuori dall'ufficio permette di stare senza maniche.
Vorrei stendermi e riposare un momento, prima che la giornata finisca troppo in fretta.
Vorrei sorridere più spesso e contagiare tutti col mio sorriso.
Vorrei più energia per giocare stasera.
Vorrei trovare i miei amici e scambiare due chiacchere senza dover andare per forza in un locale di tendenza dove la musica è troppo alta per parlare.
Vorrei più fantasia per scrivere questo post.












lo dice micce ::: 23/06/2004 19:02 ::: commenti (15)


lunedì, 21 giugno 2004

MARIO

Mario era il mio prof di storia dell'arte al liceo. Lo ricordo come un omaccione grande e grosso dal naso rubicondo. Non sono mai riuscita a capire se era ubriaco di prima mattina oppure se fosse una sua caratteristica naturale. Cominciava la lezione spiegando le varie correnti artistiche e terminava sempre col raccontarci le sue esperienze personali, come di quella volta in cui si è trovato a fare l'amore in una cinquecento, sfidando le leggi fisiche e geometriche. Era fiero di raccontarci delle sue marachelle di quand'era ragazzo e di quanto era fortunato ad aver respirato l'aria di rivolta e cambiamento del '68. Non era affatto modesto e ci ripetava in continuazione che sarebbe stato ricordato come "il miglior professore di storia dell'arte di tutti i tempi" ma questa boria non lo rendeva antipatico, anzi, ci faceva sorridere.

Tuttora penso che Mario sia un filosofo mancato. Ogni tanto era talmente orgoglioso delle frasi formulate che ci invitava a prendere il diario scolastico e scrivere sotto dettatura le sue massime. Forse anche lui come me considerava il diario come una forma d'arte o magari più semplicemente voleva farci riflettere. Stasera ritrovo scritto tra quelle pagine che "il corpo è la fabbrica del senso" e altre considerazioni sul mondo occidentale a confronto con l'oriente. Ripeteva con convinzione che "l'uomo è una struttura di carenza" e per tanto destinato a non raggiungere mai pienamente la felicità. Ricordo che la sua tattica per catturare la nostra attenzione quando davamo segnali di stanchezza era quella di discutere di sesso, religione o politica. Usava metafore improbabili, ma sempre a tema.

Alle interrogazioni faceva al massimo tre domande assolutamente prevedibili:
01. La data di morte dell'artista
02. Le opere importanti
03. Perchè viene ricordato
Il voto poteva essere 2, 6 oppure 8. Aveva un dono molto prezioso: quello della sintesi.

Discutendo talvolta mi tornano in mente le sue massime e sorrido. A distanza di cinque anni ringrazio Mario e tutti i professori che oltre ad insegnare le materie del programma scolastico regalano ai propri alunni qualche frammento della loro esperienza di vita e riescono a mettere in moto riflessioni e fantasie.

















lo dice micce ::: 21/06/2004 22:12 ::: commenti (6)


Tutto poteva eccitarlo, niente poteva bastargli... era come se volesse abbracciare il mondo e non potesse afferrare niente.
Schlegel
a day in the life
ataru moroboshi
bar-sport ...e soprattutto la luisona!
beppe grillo
brodo primordiale
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