|
|
venerdì, 28 gennaio 2005
 |
CRASH! BOOM! BANG! |

Una canzone dei Roxette del '94 che ho ascoltato tante volte durante la mia adolescenza. Non capivo esattamente le parole ma ne apprezzavo la melodia romantica.
My papa told me to say out of trouble
"When you've found your man, make sure he's for real!"
I've learned that nothing really lasts forever
I sleep with the scars, I wear that won't heal,
they won't heal
Pomeriggi assolati trascorsi con gli amici, girando in auto con la faccia attaccata al finestrino per guardare i dettagli che il paesaggio offriva mentre mi scorreva accanto, Caio alla guida, pensieri leggeri, serenità, e gli occhi che piano si socchiudevano lasciando filtrare solo la luce e le note.
'cos every time I seem to fall in love
Crash! Boom! Bang!
I find the heart but then I hit the wall
Crash! Boom! Bang!
That's the call, that's the game
and the pain stays the same
Ancora non sapevo che niente veramente dura per sempre, altrimenti avrei voluto assaporare di più quei momenti. Non capivo perchè una canzone così dolce avesse questo titolo buffo. Non sapevo che le sue parole un giorno sarebbero riuscite a toccarmi...
I'm walking down this empty road to nowhere
I pass by the houses and blocks I once knew
My mama told me not to mess with sorrow
but I always did, and lord, I still do
I'm still breaking the rules
...anche se preferirei non fosse così!
I kick it up, I kick it down
'cos every time I seem to fall in love
Crash! Boom! Bang!
I find the heart but then I hit the wall
Crash! Boom! Bang!
That's my real middle name
it has always been the same
That's the call, that's the game
and the pain stays the same
Questo brano ora mi trasmette tristezza e un po' di malinconia anche quando dovrei essere felice. Forse perchè una volta trovato il cuore ho paura di colpire quel muro. Il maledetto muro che non riesco a buttare giù.
I still feel the heat
slowly fallin' from the sky
and the taste of the kissing
shattered by rain
comin' tumblin' from be hind
and the wild holy war
I kick it up, I kick it down
Voglio abbatterlo, ma ho bisogno di aiuto. Non sono pessimista, so che ce la farò, devo solo trovare il punto critico. Devo trovare la rosa e non permetterle di appassire, anche se questo non dipende solo da me. Sicuramente ho bisogno di Crash! Boom! Bang!
And every time I seem to fall in love
Crash! Boom! Bang!
I find the roses dying on the floor
Crash! Boom! Bang!
That's the call, that's the game
and the pain stays the same
That's my real middle name
It has always been the same
|
lunedì, 24 gennaio 2005
 |
REWIND |

Re-e-wind, when the crowd say bo selecta
Bello 'sto pezzo! L'ho ascoltato pochi giorni fa alla radio ma cosa significhi non l'ho esattamente capito, però pensavo che il pulsante rewind nella vita non sarebbe male. Lo canta anche Vasco: "vorrei possederti sulla poltrona di casa mia con il rewind..."
Certo, detto così è poetico ma io il tasto rewind lo userei più che altro per tornare indietro e cambiare le situazioni, registrarci sopra.
Ad essere sincera lo penso da quando ero piccola e combinavo qualche malanno: "Se solo potessi tornare indietro!". Chi non l'ha mai pensato? Ricordo che per un periodo della mia vita era diventata un'ossessione, sono arrivata ad insultarmi per gli errori commessi, perchè una volta che il guaio si fa grosso non è facile ottenere il perdono, non da tutti per lo meno.
Possibile cadere e ricadere imperterriti nei propri sbagli? Posso assicurarvi che è possibile. Poi accade che ti accetti per quello che sei e in fondo riesci anche a giustificare le tue scelte. Ma rimane quella sensazione di disagio, di insoddisfazione che ti rode dentro anche se non l'ammetterai mai a te stessa.
"Non poteva essere diversamente" oppure "sbagliando si impara" è quello che mi ripeto solitamente. Invece quello che penso davvero è che con un po' di fortuna poteva anche andare meglio, magari bastava solamente contare fino a dieci prima di parlare o dare retta ad un buon consiglio.
Dopo varie ammaccature ci si ricorda benissimo che non c'è nessun tasto rewind e questo ti porta ad essere più cauta e riflessiva. E' quello che sto vivendo in questa fase della mia vita. E' quello a cui aspiro, controllarmi per evitare rimorsi, contenere la mia personalità che troppo spesso vorrei cambiare. Cosa non darei per essere meno insicura, meno vulnerabile, camminare a testa alta sul percorso che mi sto costruendo senza guardarmi troppe volte indietro. Forse è un'aspirazione assurda, l'uomo è una struttura di carenza e probabilmente tutti vorrebbero essere diversi, tutti cercano certezze in un mondo che non ne ha, se non quelle che ci costruiamo noi, per vivere meglio.
|
mercoledì, 19 gennaio 2005
 |
AH! L'AMOUR... |

f: "Che gnocca che sei oggi!"
micce: "Ti riferisci ai jeans e agli scarponi da montagna?"
f: "No, intendevo il tuo viso! Sei innamorata?"
micce: "Si! Perchè? Si vede?"
f: "Si, beato lui..."
micce: "..."
|
venerdì, 14 gennaio 2005
 |
ROSE ROSSE |

Ieri ripensavo a quella sera in cui mi hai chiesto di cenare fuori con delle amiche. Ricordo che eravamo in quattro, sedute attorno al tavolo del Madam a chiaccherare. Probabilmente stavamo discutendo di come qualche frivolezza avrebbe cambiato la nostra vita. Spettegolavamo sugli uomini che desideravamo e di quelli che "non ci meritavano", come mi dicevi sempre tu per consolarmi! Ricordo anche che stavi annotando qualcosa nella tua moleskine, che custodivi gelosamente, quando all'improvviso ci hai detto: "dovrei farvi una confessione, oggi ho ricevuto un enorme mazzo di rose rosse!". Ti guardavo sorpresa e allo stesso tempo felice per la novità. Inutile dire che fui ancora più sorpresa di scoprire che a inviarlo era la tua ex-ragazza.
Eri bellissima quella sera, certo, lo sarai anche adesso ma mi riferisco al tuo sorriso, al tuo sguardo sognante. Sicuramente le volevi bene e avevi bisogno di essere coccolata. Hai cominciato a tormentarci con le tue pene d'amore, ti attaccavi ad ogni cabina telefonica che incrociavi per strada scomparendo all'improvviso, ti sei sottoposta a maschere di bellezza e peeling per scoprire dopo qualche mese che neppure lei ti meritava. Ma quello che mi chiedo in questo momento è... ho voglia di fare quattro chiacchere con te, dove diavolo sei finita? Non riesco a trovarti!
|
mercoledì, 12 gennaio 2005
 |
ADHAN |

Quanti di voi hanno avuto nella loro vita la fortuna di poter ascoltare il muezzin cantare dalla cima del minareto? Chi si è recato nelle vicinanze di una moschea probabilmente ha ascoltato questo particolare canto forte e vibrante che ha la funzione di richiamare i fedeli alla preghiera. Leggo da qualche parte che la musica africana è stata fortemente influenzata da questi canti antichi. Questo potrebbe spiegare perchè un tipo che sta nel mio ufficio, appena tornato dal Marocco ha scelto di diffondere questo tipo di musica dal suo laptop, probabilmente per ricordare i bei momenti passati in vacanza. Ciò non toglie che per chi è rimasto a casa dalla bella gita, essere sottoposti a due giorni consecutivi di questa musica straziante protrebbe portare al lancio di oggetti contundenti verso la sua postazione o addirittura alla distruzione del suo portatile.
|
|
 |
Tutto poteva eccitarlo, niente poteva bastargli... era come se volesse abbracciare il mondo e non potesse afferrare niente.
Schlegel |
|